Libertad!

I Velvet Revolver sono finalmente tornati: Libertad!

Libertad - Il nuovo album dei Velvet Revolver

Scott Weiland, ex Stone Temple Pilots. Dave Kushner, ex Wasted Youth. Slash, Duff & Matt Sorum, ex Guns N’ Roses. Questi sono i Velvet Revolver, i cinque hard rockers del 2000 presentano al mondo intero (il CD uscirà i primi di luglio) la loro seconda fatica: Libertad.

Il CD è finito su internet poche sere fa e subito presenta una differenza rispetto a quanto annunciato: l’ultima traccia contiene una ghost track.
Ma andiamo per gradi, questa la tracklist:

1. “Let it Roll” – 2:31
2. “She Mine” – 3:25
3. “Get Out the Door” – 3:14
4. “She Builds Quick Machines” – 4:02
5. “The Last Fight” – 4:03
6. “Pills, Demons & Etc.” – 2:54
7. “American Man” – 3:56
8. “Mary Mary” – 4:34
9. “Just Sixteen” – 3:59
10. “Can’t Get It Out of My Head” (ELO Cover) – 3:58
11. “For a Brother” – 3:26
12. “Spay” – 3:06
13. “Gravedancer” – 8:42 (contiene “Don’t Drop That Dime” ghost track che comincia al minuto 04:49).

Tredici tracce di cui tre largamente annunciate dal tour iniziato qualche mese fa, più un’altra traccia già ascoltata nell’EP uscito ai primi di questo mese, The Melody and the Tyranny EP (si tratta di “Just Sixteen” oltre al già presentato singolo “She Builds Quick Machines”).

L’album comincia con la velocissima “Let It Roll” e la ipnotizzante “She Mine” per poi scorrere attraverso “Get Out the Door” (presentata già al tour) ed arrivare a “She Builds Quick Machines”, il primo singolo da quest’album. Passata “She Builds Quick Machines” arriviamo a una piccola perla dell’album, “The Last Fight”, davvero molto bella. “Pills, Demons & Etc.” passa in fretta piacevolmente per poi arrivare all’antemica e orecchiabilissima “American Man”, una di quelle canzoni che ti restano in testa per il ritornello (“Yes, I am the American Man”). “Mary Mary” passa come se niente fosse per lasciare spazio a “Just Sixteen”, altra bella canzone di questo cd.
“Can’t Get It Out Of My Head” è una buona cover, “For a Brother” una bella canzone, arriviamo alla già annunciata dai samples “Spay”, mentre “Gravedancer” + bonus track si dimostrano una grande accoppiata (la ghost track al primo ascolto mi ha fatto venire in mente “You Ain’t the First” dei Guns N’ Roses).

Questo Libertad mi piace, è un bell’album, piacevole da ascoltare, bello tirato, non ci sono momenti morti, un bel seguito, migliore di Contraband, forse composto troppo in fretta ma che è risultato, comunque, un bell’album.

Voto: 8, Velvet Revolver promossi, al prossimo album!

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